L’attaccante dell’Agsm Verona vince per il terzo anno di fila l’oscar di miglior calciatrice italiana. Il Gran Galà dell’Aic la incorona, insieme ad Andrea Pirlo e agli altri campioni della Juventus. Melania dà la sua top 11 del 2013/14: «Öhrström, Ledri, Di Criscio, Salvai, Bartoli, Rosucci, Parisi, Cernoia, Bonetti, Mason e Panico. Tesse miglior tecnico»

Ancora una volta davanti a tutte. Per il terzo anno consecutivo. Melania Gabbiadini è di nuovo lassù, sul gradino più alto del podio. Il Gran Galà dell’Associazione italiana calciatori (Aic) la incorona, la diretta Raisport la ricopre di applausi. L’attaccante dell’Agsm Verona si conferma la migliore calciatrice italiana, lunedì 15 dicembre, servendo il tris dopo le affermazioni del 2012 e del 2013. L’oscar lo tiene stretto, un sorriso acceso le dipinge il viso. L’emozione si fa sentire: «Sono orgogliosa di rappresentare il mondo del pallone femminile». Umile e sincera, Melania. Come sempre. Le colleghe hanno votato la sua classe e le sue qualità, sia dentro che fuori dal campo. «E le ringrazio di cuore». Al Gran Galà dell’Aic, il premio di miglior calciatore del 2013/14 è invece andato ad Andrea Pirlo, anche a lui per la terza edizione di fila. La Juventus e Antonio Conte, invece, si sono portati a casa i riconoscimenti di miglior squadra e miglior allenatore dell’anno. Nicola Rizzoli ha vinto il premio di miglior arbitro, mentre la formazione (maschile) ideale è risultata Gianluigi Buffon (Juventus)in porta, Matteo Darmian (Torino), Andrea Barzagli (Juventus), Mehdi ZAN_1303Benatia (Roma, oggi Bayern Monaco) e Kwadwo Asamoah (Juventus) in difesa, Paul Pogba (Juventus), Andrea Pirlo (Juventus) e Arturo Vidal (Juventus) a centrocampo, e Carlos Tevez (Juventus), Ciro Immobile (Torino, oggi Borussia Dortmund) e Gonzalo Higuain (Napoli) in attacco.

Miglior calciatrice per il terzo anno di fila. Gabbiadini è sempre un gradino sopra tutte.

«Sono felice di aver vinto di nuovo. Ringrazio ancora una volta tutte le colleghe che mi hanno votato e che mi hanno permesso di essere al primo posto. Desidero condividere questo riconoscimento con le mie compagne di club e di Nazionale».

Se lo aspettava?

«Non ci pensavo, sinceramente. Ci sono tante altre ragazze che meriterebbero un attestato così».

Agsm Verona quarto in classifica nel 2013/14 ed eliminato ai quarti di finale di Coppa Italia. Eppure il premio è arrivato lo stesso. Soddisfazione maggiore?

«Sì. La stagione per la squadra non è stata da ricordare, ma penso che tale trofeo riguardi di più il singolo. E, nella passata annata, credo di essermi comportata abbastanza bene, pur non avendo conquistato nulla con il Verona».

Trentadue gol nella scorsa edizione della serie A. Melania non aveva mai segnato così tanto.

«Infatti. A livello realizzativo mi sono tolte belle soddisfazioni e ho trascorso davvero un campionato fantastico».

Vincere per la terza volta di fila cosa significa?

«Mi riempie d’orgoglio. In campo, cerco sempre di dare il massimo: questo riconoscimento rappresenta i sacrifici, il mio impegno, la mia passione e testimonia che riesco a fornire un contributo importante. È un onore rappresentare il calcio femminile italiano».

I tre trofei dove li tiene?

«Uno a casa a Bolgare, il secondo nella sede del Verona e l’ultimo lo lascerò al Comune del mio paese per diverse iniziative. Per anni, mi hanno considerato un esempio e un’atleta piena di valori, pertanto è giusto che ce l’abbiano a Bolgare».

Gabbiadini in mezzo ai campioni della Juventus. Da milanista, che effetto fa?

«Strano (sorride). Comunque ero abbastanza emozionata: stare in piedi o seduta a fianco di così tanti giocatori di alto livello non capita ogni giorno».

ZAN_1285E loro come si saranno sentiti vicino alla calciatrice italiana numero uno?

«Non lo so. Sono stati veramente gentili con me: tutti mi hanno fatto i complimenti. Il più simpatico? Gigi Buffon».

L’undici femminile ideale del 2013/14?

«Stéphanie Öhrström (Agsm Verona, ndr) in porta, Michela Ledri (Agsm Verona), Federica Di Criscio (Agsm Verona), Cecilia Salvai (Agsm Verona) ed Elisa Bartoli (Torres) in difesa, Martina Rosucci (Brescia), Alice Parisi (Tavagnacco) e Valentina Cernoia (Brescia) a centrocampo, e Tatiana Bonetti (Tavagnacco, oggi Agsm Verona), Marta Mason (Agsm Verona, oggi Mozzanica) e Patrizia Panico (Torres, oggi Agsm Verona) in attacco».

La squadra più forte?

«Il Brescia. Le lombarde hanno conquistato lo scudetto e stabilito un record incredibile di successi (27 vittorie consecutive, ndr)».

Il tecnico?

«Manuela Tesse. Nella scorsa annata è riuscita a mantenere competitiva la Torres fino all’ultimo nella lotta scudetto».

Una giovane talentuosa?

«Manuela Giugliano».

Andrea Pirlo eletto miglior calciatore della serie A per il terzo anno consecutivo. Giusto?

«Sì. Pirlo ha disputato un’ottima stagione ed è uno dei più forti giocatori in Italia. Io, però, avrei dato il premio pure a Paul Pogba. Al Galà ho stretto la mano ad Andrea e l’ho salutato: purtroppo in quelle occasioni, accade tutto di fretta».

Una domanda su suo fratello Manolo scappa sempre…

«Fa parte del gioco. Lui sta emergendo adesso e credo sia normale che in tanti abbiano molte curiosità da chiedermi».

Manolo incanta la Sampdoria. Dove può arrivare?

«Spero il più in alto possibile. Mio fratello è cresciuto rispetto alla scorsa stagione e mi auguro che questa sia l’annata della consacrazione. Alla Samp è stimato e si trova a suo agio. Poi, naturalmente, dipende da lui mantenere o meno tale livello di forma e di rendimento».

10408099_780354762000641_880434639252764546_nL’inizio di campionato dell’Agsm Verona?

«Positivo. Abbiamo dimostrato di essere una squadra competitiva e di avere grande carattere in tante gare, mentre in altre partite ci siamo rilassate troppo. Durante il primo periodo, gli automatismi non sono stati perfetti, ma avendo cambiato molti elementi, occorreva un po’ di tempo per ingranare: nel girone di ritorno uscirà il vero Agsm. Lo scudetto? Desideriamo vincerlo fortemente: è bello condividere i successi con le compagne e, poi, a Verona manca da parecchio».

L’eliminazione dell’Italia dalla corsa al Mondiale 2015 le sta ancora sullo stomaco?

«Già. Quando se ne parla o salta fuori l’argomento, ripenso alla finale playoff persa con l’Olanda. Abbiamo affrontato una formazione di spessore, che si è rivelata migliore di noi. Probabilmente, abbiamo avuto un po’ di paura, buttando via una frazione sia nella sfida di andata che in quella di ritorno e giocando male. Il movimento femminile azzurro deve imparare da questa sconfitta e lavorare il doppio per sviluppare il movimento. Siamo indietro rispetto all’estero».

Perché il calcio femminile fatica ad emergere nel nostro Paese?

«Gli occhi sono puntati solo sul calcio maschile, anche se qualcosa si sta muovendo e sono fiduciosa per il futuro. Bisognerebbe, per esempio, crescere dal punto di vista culturale e far capire che tale disciplina non è solo uno sport da maschi. Inoltre, occorrerebbe promuovere il calcio femminile nelle scuole, avvicinando e coinvolgendo bambine e ragazzine».

Dieci anni con i colori gialloblù addosso. Cosa rappresenta l’Agsm Verona per lei?

«Una famiglia. Da voi mi sono sempre trovata bene e ringrazio la società per tutte queste stagioni trascorse insieme. Verona è una città bellissima e ci vivo alla grande».

Gabbiadini si sente una delle migliori calciatrici azzurre della storia?

«No. Tra le più forti ci sono Carolina Morace e Patrizia Panico. Io so di essere una giocatrice importante, che ha fatto qualcosa e che sta dando ancora il proprio contributo. Per il resto, saranno gli altri a giudicare».

Matteo Sambugaro

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Foto: Associazione italiana calciatori

 

I PREMI DEL GRAN GALA’ DEL CALCIO AIC 2014:

Formazione ideale 2013/14: Gianluigi Buffon (Juventus)in porta, Matteo Darmian (Torino), Andrea Barzagli (Juventus), Mehdi Benatia (Roma, oggi Bayern Monaco) e Kwadwo Asamoah (Juventus) in difesa, Paul Pogba (Juventus), Andrea Pirlo (Juventus) e Arturo Vidal (Juventus) a centrocampo, e Carlos Tevez (Juventus), Ciro Immobile (Torino, oggi Borussia Dortmund) e Gonzalo Higuain (Napoli) in attacco;

Miglior allenatore: Antonio Conte (Juventus, oggi ct della Nazionale italia);

Miglior giovane della serie B: Daniele Rugani;

Miglior arbitro: Nicola Rizzoli;

Migliore calciatrice: Melania Gabbiadini (Agsm Verona);

Miglior squadra: Juventus;

Miglior calciatore: Andrea Pirlo.